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Le notti sotto le Due Torri - Agosto

  • Immagine del redattore: WindOfMind
    WindOfMind
  • 28 ago 2023
  • Tempo di lettura: 3 min

Luglio si era lasciato alle spalle il mio benessere, le mie incertezze e le mie vacanze.

Il vento torrido e le notti spensierate della mia città, avevano fatto un po' da diversivo, ma tutto il mio forte "dubbio" si racchiudeva in un solo e unico quesito: "cosa voglio realmente da lei?".

Bella domanda, di sbagli sotto le Due Torri ne avevo collezionati tanti, troppi, probabilmente alcuni li avevo dimenticati, eh vabbè, comunque per deformazione "professionale", ho reputato delle vittorie anche le grandi sconfitte, in me maturava sempre di più, l'idea di non voler un soprammobile, un trofeo da esibire ad amici e parenti, ma voler accanto qualcuna che doveva farmi tremare, vibrare, volare e intimorire. Si, timore, inteso sotto forma di rispetto assoluto e reciproco. Un fuoco che andava alimentato e mai spento, gelo e repressione non li avrei previsti mai. Infatti non credevo nel sogno di quell'estate, perché persone come me, non piacciono subito, vanno capite secondo un filo logico, molto tortuoso, enigmatico e in disuso.

L. era un bell'impatto, perché questo si vedeva solo nei film da sogno, non adatti a me da tempo immemore.

Lei non mi era di aiuto, mi faceva trapelare il suo lato buono e sognatore, si faceva ammirare mentre dormiva.

Nessuno dei due aveva parlato di amore, sentimenti o sdolcinatezze varie, si procedeva senza alcuna idea del domani.

Agosto era stato intermittente, io in vacanza, lei a far baldoria in Europa, anche perché dovevo riflettere, ma con spritz, mojito e birra tra una spiaggia e l'altra era difficile, per entrambi. Ma un giorno sempre del mese corrente, accadde una cosa strana, ci siamo mandati entrambi una foto, lei le stelle e io un'alba; non ci siamo detti altro. Allergici entrambi al telefono, orgogliosi entrambi e con me ( e non solo) un po' impaurito, siamo andati avanti così. Giustamente.

Tornammo sotto le Due Torri entrambi un giorno senza ormai significato di agosto, andavano azzerate le insicurezze, dovevamo rincrociare i nostri sguardi, dovevamo sfiorarci di nuovo, avere il sapore e l'odore di nuovo di entrambi addosso.

Accadde, travolti sempre dall'inesistenza del domani, mi chiese con tutta se stessa mentre mi guardava " posso avere il tuo permesso, per sognarti?". Stavo sognando io, non mi capacitavo che quella fosse la realtà. Non le risposi, continuammo.

Una sera sotto le Due Torri era piovuto un bel po', ma noi eravamo usciti ugualmente, volevo godermi la calma dopo la pioggia, ma soprattutto la quasi desolazione della città, andammo alle sette chiese , fuori sotto il portico seduti su i gradini, iniziammo a guardarci, ma anche ad ammirare il contesto dove eravamo, non avevamo bisogno di troppe parole, lei era di profilo, fumava e aveva la coda di cavallo, quanto era bella ai miei occhi, lo so solo io, difficile da fare trapelare in queste righe. Io con lo scontrino degli spritz facevo finta di avere una sigaretta in mano, lei era assorta come quella sera di luglio sul davanzale della mia finestra, con i piedi a penzoloni. La incalzai, non vi era altro tempo, la pioggia era ormai caduta, come noi eravamo ormai inciampati sull'assenza del domani, le dissi cosa pensavo, delle mie paure, delle mie incertezze. Il rivelarsi per un uomo è sempre quasi una retromarcia, ma non me ne sbatteva un accidenti per non dire un emerito…

"Luna, ho commesso mille errori da quando vivo qui, ma ho imparato milleuna cose, è quell'uno in più che non mi fa conoscere la quietudine lontano da te."

Scura in volto mi chiese " in che senso?"

"Luna, prima di fermarti da me e con me , devi prima conoscere te del tutto; mi spiego, se io ti fermassi ora qui accanto a me, avrei il mio sogno, ma tu non conosceresti il tuo, una come te la sogno, la desidero, prego che esista, l'ho trovata una notte di mezza estate, in giro per i colli, ma le ali sotto i piedi le ho messe io, tu devi affacciarti al mondo, che non si ferma alle nostre serate, non si ferma ai tuoi occhi che incrociano i miei, anche se con te ho il cielo in una stanza, tu devi tuffarti nell'universo che io vorrei tanto darti, che ti darei volentieri, ma che liberamente devi andare a conoscere".

Sapevo che mi sarebbe costato caro tutto quello che le avevo appena detto, niente cielo, niente respiri su respiri, niente possibilità di poterla osservare mentre dormiva. Però per lei aveva un mondo ancora tutto da scoprire, con la remota possibilità che la sua strada rincrociasse la mia.

Ci alzammo, lei occhi gonfi e rossi mi stringeva la mano, sotto le Due Torri io salii sul mio motorino, lei sulla sua bici.


Qualcuno cantò che in giro per Bologna non si perde neanche un bambino, quindi o stava iniziando la più grande caccia al tesoro, con i premio il suo sapore, il suo profumo il suo tutto, oppure io quell'estate fui il più grande coglione fortunato della storia.


To be continued ?

It's finish ?


WoM



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