Le notti sotto le Due Torri - Luglio
- WindOfMind

- 17 lug 2023
- Tempo di lettura: 2 min
Giugno si era concluso con diversi tour della città, fatti in lungo e in largo a bordo del mio motorino, tutto tra l'inaspettato e l'imprevisto. La mia insonnia estiva sotto del Due Torri aveva dato dei frutti, paradossale per chi come me, la frutta non la mangia proprio.
L'alchimia che si stava creando tra me ed L. , sembrava venir fuori da mille speranze ormai sepolte, la trama veniva filata di notte, quasi all'oscuro di tutto e tutti, perché ci piaceva così, perché L. era diversa tra quelle della sua generazione.
L. meriterebbe un capitolo intero, ma visto che era arrivata come una pioggia estiva, soprattutto visto che uscivo da parecchi errori, di lei è giusto descriverne e coglierne solamente l'essenza. Si distingueva per la sua bellezza semplice, che richiamava appunto l'idea dell'odore della pioggia, naturale, non artefatta o filtrata come quelle della sua generazione. Attenzione il nostro piccolo divario d'età non era eccessivo, solamente non prevedevo, non pensavo e non speravo che accadesse tutto questo.
Una sera di luglio, non distante dalle mie ferie, soddisfatti dei nostri giri più disparati, decidemmo di rimanere a casa mia, complice anche un temporale pomeridiano che si stava per riproporre dopo cena , lei piedi a penzoloni era seduta tra l'interno e l'esterno della finestra della mia stanza, che dava sul cielo e su i tetti. Fumava distratta mentre guardava di nuovo la pioggia battere sulle tegole, io mi ero appoggiato sulla sua coscia a braccia conserte, lei mi carezzava i capelli e fumava.
Sognava ad occhi aperti, non lo stava raccontando, ma lo capivo da come si rilassava su i miei capelli . Come i temporali estivi il suo sogno molto celato sparì, distesi guardavamo le stelle dalla mia stanza, parlavo poco, mi rilassavo, evento raro, infatti vorrei usare parole più adatte, ma quando stai bene non lo sai nemmeno raccontare, perché non ci credi, finalmente non pensi.
Non esisteva un futuro in quei giorni, ormai due mesi, non era dissolutezza, non era certezza, nessun prendersi sul serio, ma prendersi con le sue accezioni , ridere, sorridere.
Non si poteva ingabbiare L., non si poteva cercare un compromesso, non si poteva pregare che tutto non avesse mai fine.
Quella sera come in quei giorni, si erano trovate le nostre anime per caso, si erano trovate e cercate le nostre mani che non volevano lasciarsi.
Ma nella mia testa il pensiero che lei non dovesse infrangere i suoi sogni, mentre ne stavamo vivendo uno ad occhi aperti, si faceva sempre più concreto.
La fissavo mentre dormiva, con me aveva smesso di fare incubi, io non dormivo per il caldo, ma ero abituato.
Mi alzai andai alla finestra a fissare cielo e tegole, il rarissimo vento asciugava la mia fronte non scacciava i pensieri. Le diedi un bacio, feci una doccia, il mio volo sarebbe partito dopo un paio d'ore.
Continua...
WoM





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