(S)figa
- WindOfMind

- 20 mag 2021
- Tempo di lettura: 4 min
Se qualcuno si fosse chiesto dove sono stato, fidatevi me lo sono chiesto da solo. Ma faccio i conti con la realtà non se lo è chiesto nessuno, nemmeno il mio fan club, un nutrito gruppo di miei parenti... Quattro, mamma non ha tempo di leggere, nonna non usa internet, papà va a correre in spiaggia e zia, si zia legge, ma non si è posta la domanda. Adoro il sarcasmo.
Mi sono posto la domanda, dove sono stato, nel mio mondo fantastico, nel mio incanto e disincanto. Nel mio "Netflix" e in quello vero anche.
Ma come coinvolgere i miei pazienti e fedeli "seguaci" in qualcosa di mio, senza essere noioso, senza essere un tg degli anni 80 del servizio pubblico?
Scriverò della (s)figa, quella cosa astratta che traina più di un carro di buoi, che è croce e delizia dell'essere umano, che non rende soli. Si va letta proprio (s)figa e interpretata nel mio modo, ma contemporaneamente nel vostro , con e senza S.
Correva l'anno del vivevo ancora nella mia città natale, e a metà novembre fui mollato dalla mia ex ragazza. Caratterialmente non sono portato per quella canzone di Venditti, dove gli "amori fanno dei giri immensi e poi ritornano", anzi feci il mio bel valigione e cambiai vita, aria e città.
Assestatomi sotto le Torri, con un lavoro, una vita sociale ,una casa ancora condivisa, calmatomi mentalmente da un mio abisso, inizio l'esplorazione del titolo sopra riportato.
Voglio mettere le mani avanti, qualcosa l'ho sbagliata io. Tutto? Non proprio, non penso, non lo so ancora.
Tra cento aperitivi , pensieri parole, opere, omissioni, per mia colpa, mia colpa mia grandissima colpa, mi sono appassionato ad una ragazza, che era fidanzata con un portachiavi... Mi sono detto lascia stare, le donne degli altri no.
Mesi dopo per vicende legate al mio lavoro, conobbi quella con gli occhi quasi di ghiaccio, spronato dal mio compagno di aperitivi (se lo chiamo compagno di avventure rompe la minchia, pesantemente), mi metto in gioco, con cena tattica, la tizia però era tre passi avanti a me, ha preso e mi ha messo il grillo in testa per un'altra. Ah soprattutto era soprannominata Bernardo, come il fedele e silente maggiordomo di Zorro.
Ancora oggi mi chiedo l'altra di cui narrerò, merita sul serio le mie righe? Si, no, boh forse.
E' stata veramente una (s)figa , o una grande lezione dove ne sono uscito fortunato?
Sono riuscito a condannarla a difenderla da se stessa, ma nello stesso tempo l'ho condannata ai miei occhi, ma a difenderla da un sentimento che non ho, l'odio.
Selvaggia, incostante, mentalmente fuori, furba, forse un po' come Maleficent nel lato raccontato e anche nel lato rivisto. Fragile, spesso neve al sole, indifesa contro se stessa, una storia con mille attori. Una farsa, ma non falsa, sicuramente senza fac-simili.
L'abisso iniziò una sera, dove mi sentii raccontare una parte della sua vita appena trascorsa, non bastavano gli alcoolici, non bastava essere nella città delle torri. Seguirono i suoi compleanni che ho odiato a morte, e una serie di serate labirinto, con smarrimento per la città, nei locali e si smarriva la sua anima. Probabilmente io smarrivo me stesso.
Mi sono sentito preso in giro? Da me stesso mai, da lei nemmeno, ma alcune trame si sa, sono fitte e complicate, facile leggere e avvalorare solo la mia versione. Tutto sommato è solo qualcosa da fare leggere, un mio "esperimento" letterario, non una Bibbia.
Io cercavo la... e trovavo la (s)figa. Mi sono quasi odiato, dato dell'incapace, lei era Gianna e io ero Rino Gaetano, che solo me la cantavo e solo me la suonavo, di certo non di tromba.
Spesso sono passato per Dante che scriveva per Beatrice, mai nulla di cosi lontano, però il mio modus operandi di certo non mi ha aiutato, cupo, schivo e introverso.
A volte parlavo, ma con l'interlocutore sbagliato.
Mi sono creato delle supposizioni, ufficiosamente riconosciute, intuito e istinto mi hanno sempre aiutato. E certe cose si le so, le accetto con riserva, ma le so.
Comunque tornado alla storia, tornando a lei, perchè di me non scrivo volentieri ( vabbè si fa per dire), penso spesso di aver capito più io di lei in poco tempo, che lei di se stessa fino ad oggi. E' comico quanto sorriderà quando leggerà questa parte e mi darà ragione in se stessa, mi dirà solo che sono un bastardo. Riflettendo silentemente sul fatto che forse un po' di male a mia insaputa mi ha fatto.
Però chi non sbaglia? Chi non "ammanta"? (nel mio dialetto ammanta, è l'atto che compie la persona che copre la pura verità).
Ha definito la sua esperienza sotto le Torri un Erasmus, io l'ho definita diversamente nella mia testa.
Aveva bisogno della sua fuga, scappava dalla sua ombra, infatti di notte quando sei senza ombra, quando ogni cosa ha la stessa tonalità, diventava la regina, di peccato e perdizione, dimenticando la sua natura buona e impaurita. Un animane selvaggio, proprio quella cosa che traina più di un carro di buoi. Un ritmo travolgente, apparentemente libera da dei concetti, ma non da se stessa.
Di giorno però, smaltiva le serate, si ritrovava con cento domande, sempre una in più della sera prima.
Quando decideva infatti di vedermi? A colazione e in pre-ciclo; fesso e contento io o piccolo soccorso per lei? Di giorno l'ombra non ti lascia sola, un rimedio serve sempre.
Ora viviamo in città diverse, per fortuna, ci sentiamo più di quanto si facesse nella stessa città.
Questo pezzo lo chiudo qua, per gusto, per sapore, per esperienza, perchè tutto non va detto, tutto spesso è niente, spesso è infinito.
La (s)figa è così. Probabilmente una puntata, come un romanzo.
WoM
Nei tuoi ricci le onde dei guai. Nella tua testa le onde del mare. (cit. Il Re)
Ma sei così
Sì, così libera
Un sogno, l'America
Sì, ma tu sei così
Così lunatica
Che vuoi chi non merita
Non merita
Ma sei così
Un'attrice comica
La bomba atomica
( citazione tratta da Marilù, di Achille Lauro)





Commenti